BIOGRAFIA
I regina mab si divertono, oppure sono pazzi,
oppure si divertono proprio perché sono pazzi;
che il mercato discografico sia in crisi ce l'hanno spiegato e raccontato in tutte le salse e allora perché accanirsi? perché continuare a sfornare dischi? perché ci divertiamo,no !?
I Regina Mab sono cinque giovani uomini, troppo vecchi per essere considerati giovani promesse, troppo giovani e poco noti per potersi definire artisti affermati. Eppure a qualcuno nel tempo devono essere pur piaciuti, tant'è vero che si possono vantare di avere aperto concerti di Bluvertigo, Quintorigo, Delta-V, Pitch , Marta sui Tubi, Moltheni, Cesare Basile. E poi hanno fatto un disco, forse due? che dico?, 6 dischi. Il tutto passato nella generale indifferenza di stampa, operatori del settore ed industria discografica. Nel 2003 esce "Rupert". Il disco ottiene, come il 98% delle produzioni indipendenti italiane, la sostanziale disattenzione della critica musicale che si ostina a non esprimere alcun giudizio su chichessia. Inesistente è poi il rapporto del gruppo con l'industria musicale, che reagisce agli invii a valanga di demo e cd, aumentando la raccolta differenziata dei rifiuti (a proposito, dove diavolo vanno i cd? nel secco?). La pervicacia e il sagace masochismo con cui i nostri affrontano il mondo della musica, ci portano fino al 2006. Alla fine dell’anno esce infatti "booq" per l'etichetta Manzanilla MusicaDischi con distribuzione nazionale Audioglobe... Poco o nulla interessa delle influenze, più o meno dichiarate, più o meno verosimili, artistiche e no, o forse utile, tanto il bello della musica pop-rock è che ognuno può esprimere il più strampalato dei giudizi e trovare almeno uno che gli dia corda.
Nel 2007 i Regina Mab, ossequiando finalmente il nome che portano, intraprendono un percorso nuovo, senza abbandonare il vecchio. Il nuovo progetto pesca a piene mani dal teatro-canzone di Gaber, accostandosi ad un modo di “raccontare storie” che unisce musica e parola recitata.
Nel 2007 esce quindi "Palle da Tennis" reading/concerto acustico su disco, le storie e le mirabolanti avventure dei tennisti dei primi anni 20 e 30. sempre per l'etichetta Manzanilla Musica Dischi: il disco si dimostra viatico per numerose soddisfazioni. Lo spettacolo viene rappresentato in diverse location in tutto il nord e centro Italia ottenendo sempre l’apprezzamento del pubblico.
Nel 2010, il 25 aprile, esce, sempre per i tipi della Manzanilla, “Col Sole In Fronte”: anche questa volta uno spettacolo a cavallo tra musica e teatro ma con i toni più emozionanti e commoventi di una storia di resistenza.
DISCOGRAFIA
1996: Regina Mab - 1996
1999: una cosa siMile non te la sei neanche Mai sognata
2003: Rupert
2003: MusicAlive#Uno - compilation
2005: Otto – Singolo
2005: Verona Aid Concert - compilation
2006: booq (Manzanilla Musica e Dischi/ Audioglobe)
2007: Palle da Tennis (Manzanilla MusicaDischi)
2010: Col sole in fronte (Manzanilla MusicaDischi)
FORMAZIONE: Franco Manzini: voce; Nicola Tonin: chitarra; Gabriele Giuliani: chitarra, voce; Matteo Micheloni: batteria; Michele Perazzoli: basso
PROGETTI ACUSTICI
2006: “Essere così” con Teddy Giuliani: liberamente tratto da Manfred di Lord Byron
2007: “Palle da Tennis”: mirabolanti e affascinanti storie dei tennisti dei primi anni 20-30 (Langlen, Tilden, Lacoste, Borotra e altri)
2008: “Col sole in fronte”: la storia di Rita Rosani
2009: “77-82: gli anni che hanno cambiato il mondo”: excursus musicale e storico.
Regina Mab - "Col sole in fronte" (2010, Manzanilla MusicaDischi)
BLOW UP
ARENA
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BLOW UP - Regina Mab: "Col sole in fronte" (Lug 2010, Manzanilla MusicaDischi)
Dice che non si incidono più dischi dal vivo.
Amanti delle controtendenze, gli scaligeri Regina Mab si sono dati da qualche tempo allo sviluppo di performance incentrate su una storia, segnatamente quella dei pionieri del tennis o dell’Italia fra le due guerre: “Col sole in fronte” è la testimonianza su nastro dello spettacolo all’Emporio Malkovich lo scorso febbraio, relato alla figura di Rita Rosani, misconosciuta partigiana ebrea triestina: la band di Franco Manzini si avvale dei testi scritti con Paolo Ragno ed esibiti assieme ad alcune cover inusuali e coraggiose, da Teardrop dei Massive Attack a My Generation delgi Who. I brani originali domostrano ancora una volta come i Regina Mab, con il reading del Novecento dietro a tale frontman, hanno finalmente trovato la strada migliore per esprimersi: Manzini “paolineggia” su Banali giornate di guerra e si mette addosso il vestito di Senza Rose oscillando tra le cronache di pallone e silenzi del presente, i musicisti smerciano liquore discreti, interagendo il dovuto, alto è il valore di questo tributo culturale prima che artistico. Rimane un solo dubbio: quanto è preferibile assistere all’atto, invece di ricavarne un simulacro dall’ascolto del cd? (6/7)
Enrico Veronese (data: 31.08.10)
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ARENA - Regina Mab: "Col sole in fronte" (Lug 2010, Manzanilla MusicaDischi)
Tocca il cuore il reading «Col sole in fronte», dedicato a un’eroina della Resistenza veronese
Perfetti i Regina Mab. Commovente omaggio a Rita Rosani
Ci sono sere in cui tutto sembra perfetto: il tempo, il luogo e l’azione. Il reading dei Regina Mab, Col sole in fronte, all’Hostaria Agli Angeli di Castelrotto di Valpolicella, basato sulla storia di Rita Rosani, eroina della Resistenza veronese, è un esempio compiuto di teatro-canzone che rende una serata memorabile. La musica si fonde alle parole, l’idea al ricordo, e ne esce il ritratto di una ragazza, una maestra elementare ventenne, lontana da noi diverse decadi eppure vicina per slancio giovanile e attitudine - verrebbe da dire - rock, visto il suono del gruppo Regina Mab.
Il testo del reading è composto da Paolo Ragno, amico e collaboratore del sestetto veronese. Ma oltre alle parole sono le canzoni che rendono il senso della vicenda della Rosani, sia quelle scritte dai Regina Mab (nella foto) sia quelle scelte da un repertorio nazionale (Gaber, ovvio forse in una forma di teatro-canzone) e internazionale (Massive Attack, My generation degli Who).
E proprio la Mia generazione scritta dagli inglesi Townshend e Daltrey, rappresenta bene il grido di ribellione di Rita e degli altri partigiani veronesi contro la dittatura nazista-fascista. Ecco, dovrebbero essere questi i nostri eroi, questi ragazzi che, a metà degli anni Quaranta, diedero la vita per la nostra libertà; altro che quelli del Grande Fratello!
E questo spettacolo, allestito in un teatro, dovrebbe essere inserito nel programma di ogni istituto scolastico veronese: mai la storia, quella con la S maiuscola, è risultata più avvincente e commovente.
Giulio Brusati
(data: 31.08.10)
MUSICBOOM - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
Nuova uscita per la label veronese Manzanilla, dopo l'ottimo album dei retro rockers Home.
Palle Da Tennis dei Regina Mab ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo classico all'interno della discografia italiana degli ultimi anni. Merito di un tema, quello delle sfide tennistiche a cavallo fra anni '20 e '30, capace di esaltare immaginazione e creatività con le sue storie di epici incontri e i suoi personaggi entrati nel mito. L'impatto simbolico è forte, i Regina Mab lo sanno e alleggeriscono la tensione scherzandoci su, alternando alla narrazione e musica, brani propri e cover (si va da Gershwin a Trenet) che contribuiscono a creare un'atmosfera sospesa nel tempo.
In questo senso l'album, registrato dal vivo alla Corte Rugolin di Valgatara, assume i contorni di un'opera peculiare, divisa brillantemente fra cantautorato, teatro e reading. Si distingue per intelligenza e misuratezza, evita con cura eccessi retorici e macchiettistici, mantendosi sempre nello stretto pertugio della godibilità. Merito dell'interpretazione vocale di Franco Manzini, che guida lo spettacolo con polso fermo e registro ironico, e di una band affiatata, che dal punto di vista strettamente musicale passa in rassegna i luoghi topici della canzone d'autore italiana e internazionale. Eredi di una tradizione che parte da Paolo Conte per approdare ad un'irrequieto combat folk, la musica dei Regina Mab è intrisa tantoo del fascino dei chansonnier francesi quanto del blues metropolitano di Tom Waits (di cui viene eseguita una toccante versione di Time). Ma soprattutto in Palle Da Tennis c'è la voglia di raccontare storie, di recuperare una tensione affabulatrice che per molto tempo ha fatto parte della nostra tradizione ma che oggi è sempre più difficile ritrovare nelle nuove produzioni italiane. Da questo punto di vista i Regina Mab convincono mantenendo fluida la narrazione e conquistando l'alttenzione dell'ascoltatore dal primo all'ultimo minuto.
Gioco, set e partita per loro. Diego OX4 Ballani
Articolo su Musicboom (data: 21.04.08)
ROCKIT- Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
"Palle da tennis" è teatro-canzone per ricreare suggestioni tennistiche dell'inizio del secolo scorso. Personaggi appartenenti più al mito che allo sport, quando il tennis era solo un gioco e gli interessi economici spingevano alla porta e venivano spinti fuori dalla stessa. I veronesi Regina Mab scelgono la via acustica per le gesta di nomi affascinanti, raccontati con enfasi da una voce narrante che sa colpire e trascinare. Le storie di Jean Robert Borotra o Bill Tilden o altri sono epiche ed antiepiche allo stesso tempo, come solo lo sport sa essere: lotta titanica contro il mondo e se stessi che si risolve pur sempre nel buttare una cazzo di pallina gialla al di là di una rete. I Regina Mab riescono a rendere alla perfezione questo sentimento di coinvolgimento assoluto, attraverso una narrazione fluida e ben punteggiata. Questo è il teatro, poi c'è la canzone. Perché purtroppo il neo maggiore di questo lavoro è una sostanziale separazione tra le due anime: i brani veri e propri faticano a compenetrarsi con il macroracconto. Le due componenti corrono accanto e si intrecciano senza impigliarsi, ma non sono organiche l'una all'altra: non si ripete insomma l'alchimia già all'opera con Marco Paolini & Mercanti di Liquore o Enrico Brizzi & Numero 6. Peccato, ma il fatto non pregiudica l'ascolto di una manciata di ottimi pezzi, tra produzioni proprie con forti influenze dei Virginiana Miller acustici e cover di gente come Waits o Trenet. Insomma, funziona e colpisce. E forse è il caso di ascoltarlo senza troppe menate analitiche, come una puntata di Sfide formato LP. Teatro e canzone. Marco Villa
Articolo su rockit.it (data: 27.03.08)
BLOW UP - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
Evidentemente il tennis dei gonnellini e delle racchette in legno evoca un insospettato immaginario nello sviluppo creativo dei musicisti italiani: prima i Le Man Avec Les Lunettes attraverso la dedica di un ep, ora i dirimpettai gardesani Regina Mab si cimentano con un percorso ben più impegnativo, quale l'apologia in musica dei pionieri Langlen, Tilden, Lacoste, Borotra, registrata dal vivo su un'idea di Franco Manzini.
Un esperimento senza dubbio originale e piacevole anche per il tema, tra grintosa canzone d'autore e fingerpicking sofisticato, polveroso, appena opaco; con l'esposizione testuale un abbondante gradino sopra al cantato, il progetto si lega per propria indole a portar conoscenza in un tour nei teatri auspicabilmente lungo, sul modello dei Mercanti di Liquore. Enrico Veronese
(data mancante) (data: 27.02.08)
ROCK SHOCK - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
Un po’ rock d’autore, un po’ teatro: il disco della band veronese è un esperimento curioso e azzardato, ma promosso a pieni voti
Mettiamoci un paio di belle chitarre acustiche, dai giri vibranti ma discreti; aggiungiamoci una voce graffiante, che rivela ottime doti sia quando canta sia quando recita; insaporiamo con qualche pizzico di maledettismo alla Tom Waits e di cabaret alla Paolo Conte. Infine, mescoliamo il tutto con un tema inusuale, ma gravido di spunti, ovvero quello del tennis e dei suoi campioni.
Il risultato che otterremo è questo interessante disco, Palle Da Tennis Live, realizzato dai Regina Mab, gruppo veronese composto da Franco Mancini, Nicola Tonin, Gabriele Giuliani, Matteo Micheloni e Michele Perazzoli.
L’album, che è stato registrato dal vivo alla Corte Rugolin di Valgatara, è un concentrato spiazzante e travolgente di storie di tennisti elevati al rango di divi, raccontati come se fossero i protagonisti di mitiche leggende metropolitane. Questo singolare progetto viene sviluppato con una forma che oscilla dal reading alla musica cantautoriale, ed è proprio grazie a questa commistione di generi, a questa alternanza cantato-recitato, che il corposo materiale di cui è formato il disco riesce a evitare cali di intensità e ad essere ascoltato molto piacevolmente.
Palle Da Tennis Live si divide in due “set”: nel primo ci sono canzoni originali, nel secondo ci sono alcune cover riscritte secondo l’impianto originale del disco (fra tutte, spicca il bellissimo rifacimento di Time di Tom Waits).
I Regina Mab hanno coraggio e originalità, e Palle Da Tennis Live non potrà che farci apprezzare queste loro caratteristiche, sperando che vengano sfruttate per un altro lavoro altrettanto estroso e altrettanto ben riuscito. Sofia Marelli
(data mancante) (data: 27.02.08)
KATHODIK - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
Dopo quattro dischi ed un EP (e la partecipazione a numerose compilation), i Regina Mab, che amano definirsi “troppo vecchi per essere considerati giovani promesse” ma “troppo giovani e poco noti per potersi definire artisti affermati”, approdano a questo reading acustico che è “Palle Da Tennis”. Lo spettacolo, riproposto in un CD edito dalla Manzanilla MusicaDischi, è incentrato sulle figure di alcuni nomi storici del tennis anni ’20, campioni del calibro di Lacoste, Tilden, Lenglen e così via, e sulle loro vicende personali, spesso incredibili, curiose, singolari.
Musicalmente parlando, non è che ci sia poi molto da dire: le composizioni (tutti originali di Manzini, cantante e voce recitante della band, con le sole eccezioni di Boum di Charles Trenet, The Man I Love di George e Ira Gershwin e Time di Tom Waits) si basano su una strumentazione rigorosamente acustica (ottimo il lavoro dei due chitarristi, Tonin e Giuliani) e su arpeggi raffinati e trame sonore di ascendenza folk. Il principale motivo di interesse dell’LP è costituito dalle storie, raccontate con semplicità, passione, ironia ed un pizzico di poesia, evitando i “pistolotti morali” sul tennis come metafora della vita ed altre banalità del genere ed ottimamente interpretate dal recitato/cantato espressivo di Manzini.
Un lavoro a tratti imperfetto, magari, ma indubbiamente interessante, che riesce nell’impresa di non annoiare, nonostante la predominanza della parola sul resto. Marco Loprete
Articolo su kathodik.it (data: 06.02.08)
ONDALTERNATIVA - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
Bellissimo esperimento, questo dei cinque Veronesi, Regina Mab, che hanno alle spalle ormai ben 12 anni di carriera ed un vasta produzione discografica, se consideriamo i vari demo, ep e compilation alle quali hanno partecipato; in ambiente live vantano aperture di concerti a band del calibro di Bluvertigo, Quintorigo, Delta-V, Pitch e Marta sui Tubi.
Un’ottima associazione di atmosfere teatrali e chitarre suonate con la tecnica del fingerpicking coniugate ad un tema molto inusuale ed intrigante fanno di questo disco un progetto davvero interessante, non solo per il lato musicale.
“Palle da tennis” questo il nome del disco, registrato dal vivo presso la Corte Rugolin di Valgatara, si presenta sottoforma di reading/concerto e si propone di raccontare le storie e le mirabolanti avventure dei tennisti dei primi anni 20 e 30.
La voce, narrante, dona al disco quell’atmosfera da teatro che si coniuga perfettamente con la tecnica del fingerpicking.
“Palle Da Tennis” si divide in due parti, nella prima troviamo esclusivamente canzoni edite dai Regina Mab, nella seconda compaiono alcune cover come “Time” di Tom Waits, suonate seguendo sempre lo stile dei cinque Veronesi.
Onore ai Regina Mab per aver prodotto un disco cosi originale ed allo stesso tempo estroso. Xunah
Articolo su ondalternativa.it (data: 22.01.08)
LA SCENA - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
I Regina Mab, con già alle spalle tre dischi, diverse partecipazioni a compilation e aperture di concerti a gruppi come Quintorigo, Moltheni, Cesare Basile e molti altri, pur se non ancora conosciuti dal grande pubblico, continuano a lavorare con grande professionalità nell’underground, proponendo prodotti di ottima qualità. Per quest’ultima fatica i cinque veronesi hanno appeso momentaneamente al chiodo le chitarre elettriche per uno spettacolo di reading, tutto rigorosamente in acustico. I Regina Mab per l’occasione hanno voluto omaggiare non solo il tennis ma in particolare i personaggi che ne sono stati protagonisti durante gli anni ’20 e ’30 del ‘900, i relativi ambienti e di riflesso anche la società dell’epoca.
Sicuramente anche coloro che non sono appassionati di questo sport si lasceranno affascinare da questi brani, grazie all’ottima verve didascalica del cantante Franco Mancini, capace di offrire all’ascoltatore, con pochi spunti descrittivi, l’ambientazione, le fatiche, le frustrazioni ed i sogni di gloria di quei gloriosi atleti.
Musicalmente ci troviamo dalle parti di un folk acustico, a volte con spunti di tango, con omaggi sparsi a Trenet, Gershwin e Tom Waits.
Lo spettacolo è stato diviso in due parti, pardon in due set, rispettivamente di sette e cinque brani. Buona partita a tutti. Vittorio Lannutti
Articolo su Lascena.it (data: 14.12.07)
L'ARENA - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
MADE IN VERONA. UN DISCO RIUSCITO
«Palle da tennis», il set vincente dei Regina Mab
Cd e reading girano l’Italia: il 19 fanno tappa alla Fnac
È tra la decina di dischi più riusciti dell’underground veronese dell’anno appena trascorso. Ma non solo. Palle da tennis, su etichetta discografica Manzanilla, non si limita ad essere un cd ma è anche il resoconto di un reading (canzoni e recitato) che i Regina Mab portano in giro per l’Italia da tempo con notevole riscontro di pubblico e critica. E il loro reading piace così tanto che sono già fissate le prossime date, da qui fino alla fine di marzo: sabato prossimo a Chioggia, il 19 gennaio alla Fnac di via Cappello, il 25 a Vercelli e il 26 a Milano.
Lo spettacolo, anche su cd, è davvero godibile: sfilano le vicende avvolte nel mito di giocatori di tennis («Uno sport strano; non c’è pareggio: o vinci tu o vince lui») come Jean Robert Borotra, un francese di origine basca e del "coccodrillo" Reneé Lacoste, protagonista di «quella vittoria in Coppa Davis nel 1927», quando la Davis non si chiamava ancora così, quando, in in un match storico, Big Bill Tilden fu sconfitto dal francese con «palle morbide e centrali» (anche perché «si scoprì poi che Lacoste studiava Tilden da mesi»).
Si susseguono le storie dei "quattro moschettieri francesi del tennis", tra i quali Henry Cochet e Monsieur Couzon; della «Divina, Suzanne Rachel Flore Lenglen, che giocava come un uomo» e che nel 1926, «l’ultimo suo anno a Wimbledon, la combina davvero grossa», lasciando la regina inglese Mary ad aspettarla in tribuna, mentre lei dorme in albergo; la Divina che poi viene costretta a lasciare per l’asma, aprendo «una scuola di tennis fondata sui dettami della danza».
E poi Dick Williams, che si salva dal naufragio del Titanic per approdare agli U.S. Open, riuscendo poi a vincere un set per 6-0 con Tilden in poco più di 5 minuti. In mezzo, le canzoni dei Regina Mab (Eden breakfast party, la meravigliosa Soltanto un’onda elettrica), e altre prese dal repertorio di Charles Trenet (Boum), Billie Holiday (The man I love) e Tom Waits (Time).
Giulio Brusati
(data mancante) (data: 30.11.07)
KRONIC - Regina Mab - "Palle da Tennis" (2007, Manzanilla MusicaDischi)
Game, set, match!
Da un’idea di Franco Manzini – voce cantante e recitante del gruppo - nasce “Palle da tennis”, uno spettacolo che - dopo una stagione di live in diverse città dell’Italia settentrionale – prende forma su disco grazie all’intraprendenza della label Manzanilla MusicaDischi.
La proposta dei Regina Mab si può collocare a metà strada tra il concerto acustico ed un vero e proprio reading. La musica accompagna e fa da sfondo ad un racconto ben articolato, che trae spunto dalle mitiche vicende tennistiche degli anni ’20 e ‘30. Personaggi pionieristici, storie e aneddoti di un periodo per certi versi straordinario, danno modo alla band di seguire un percorso metaforico dagli aspetti sarcastici ma anche di profondo significato.
L’album è diviso in due parti, o meglio, in due set. Nella prima ci sono quasi esclusivamente brani originali, mentre nella seconda i Regina Mab si appoggiano anche su delle cover adattate per accompagnare la narrazione. Ecco così spuntare “The Man I Love” dei fratelli Gershwin e la splendida e conclusiva “Time” di Tom Waits.
La voce di Franco è supportata da una musica acustica che non invade mai lo spettro narrativo, cosicché - restando in secondo piano gli arpeggi delle chitarre di Nicola Tonin e Gabriele Giuliani, il basso dal timbro opaco di Michele Perazzoli e la minimale batteria di Alberto Franchini - emergono con maggior splendore le alchimie e le singolarità dei vari Lacoste, Cochet, Borotra: uno spasso.
Un progetto sicuramente fuori dal mucchio, che abbina alla buona dose d’esperienza una visione cantautorale indubbiamente originale e molto piacevole. Roberto Paviglianiti
Articolo su kronic.it (data: 30.11.07)
L'ARENA
Regina Mab - "Col sole in fronte" live
Tocca il cuore il reading «Col sole in fronte», dedicato a un’eroina della Resistenza veronese
Perfetti i Regina Mab
Commovente omaggio a Rita Rosani
Ci sono sere in cui tutto sembra perfetto: il tempo, il luogo e l’azione. Il reading dei Regina Mab, Col sole in fronte, all’Hostaria Agli Angeli di Castelrotto di Valpolicella, basato sulla storia di Rita Rosani, eroina della Resistenza veronese, è un esempio compiuto di teatro-canzone che rende una serata memorabile.
La musica si fonde alle parole, l’idea al ricordo, e ne esce il ritratto di una ragazza, una maestra elementare ventenne, lontana da noi diverse decadi eppure vicina per slancio giovanile e attitudine - verrebbe da dire - rock, visto il suono del gruppo Regina Mab.
Il testo del reading è composto da Paolo Ragno, amico e collaboratore del quintetto veronese. Ma oltre alle parole sono le canzoni che rendono il senso della vicenda della Rosani, sia quelle scritte dai Regina Mab (nella foto) sia quelle scelte da un repertorio nazionale (Gaber, ovvio forse in una forma di teatro-canzone) e internazionale (Massive Attack, My generation degli Who).
E proprio la Mia generazione scritta dagli inglesi Townshend e Daltrey, rappresenta bene il grido di ribellione di Rita e degli altri partigiani veronesi contro la dittatura nazista-fascista. Ecco, dovrebbero essere questi i nostri eroi, questi ragazzi che, a metà degli anni Quaranta, diedero la vita per la nostra libertà; altro che quelli del Grande Fratello!
E questo spettacolo, allestito in un teatro, dovrebbe essere inserito nel programma di ogni istituto scolastico veronese: mai la storia, quella con la S maiuscola, è risultata più avvincente e commovente. (g.br.) Giulio Brusati (L'Arena 13 maggio 2007) (data: 13.05.07)
ROCKERILLA
Regina Mab - "booq" ( 2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)
Attivi ormai da dieci anni, i veronesi Regina Mab escono con il loro primo albo vero e proprio, il primo cioè, a differenza delle prove precedenti, ad avere un’etichetta di supporto (Manzanilla MusicaDischi) e una distribuzione ordinata (Audioglobe). L’albo è l’occasione tanto attesa, una vetrina in cui mostrare le proprie migliori inclinazioni: un rock dai chiari lineamenti pop, sporcato qua e là da chitare distorte, che non si tirano indietro quando è tempo di accelerare (“non per il cuore”, “le ricette di tua madre”), senza disdegnare passi più riflessivi (“l’angolo dell’occhio”, “noir”).
Approccio cantautoriale nei testi, a volte forse un po’ troppo sopra le righe, ma che vivono di un’apprezzabile tensione narrativa. Marco Castrovinci
(data mancante) (data: 31.01.07)
LASCENA.IT (25-01-2007)
Con questo “Booq” i Regina Mab esordiscono a livello ufficiale, anche se vantano già una discreta produzione con tre album autoprodotti e una manciata di demo. Provengono da Verona e, senza pretesa alcuna di strafare, propongono un ottimo pop-rock, piacevole e dignitoso. Accostabili, in particolare per le molodie ai Negramaro, si esprimono molto bene con le chitarre, sia quando riescono abilmente ad intrecciarle, come nella serrata Non per il cuore, sia quando la sei corde preferisce prendersi un acido ed intraprendere un bel viaggio nei meandri di un blues-stoner, come nella breve ed intensa Ora di punta o nella percussiva Le ricette di tua madre. Qua e là dispensano buon funky, miscelandolo di volta in volta con il pop (All’anima) o con un tirato rhythm’n’blues (Senza rose).
Il quintetto veronese non pago di ciò, dà la sensazione di sentirsi stretto nella formula pop, in particolare quando ad un brano come Gioie del mio regno preferisce cambiare visibilmente registro stilistico attribuendogli un bizzarro finale dalle affascinanti e incandescenti tinte jazz-free hardcore.
Tra i testi, quello che merita un approfondimento è Formiche, per il suo richiamo alle problematiche dell’inquinamento, ma senza retorica e con una giusta dose di ermetismo. Come dicevamo all’inizio, niente di nuovo sotto il sole: a suo modo un ottimo pop-rock, ben curato ed interessante, proprio perché si lascia contaminare da generi d’impatto meno immediato. Vittorio Lannutti
Articolo su Lascena.it (data: 24.01.07)
SENTIRE ASCOLTARE Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe) Verona e dintorni, per i Regina Mab, sono sinonimo di rock urticante, spesso poco convenzionale, impastato di chitarre elettriche rigorose, sottomesso ad una perseverante vena cantautorale, ironico ed energetico, trascinante e ruvido al punto giusto. Una formula che in virtù delle strutture armoniche fluttuanti sa trasformarsi anche in pop dal notevole appeal, come del resto in un dispiego volontario di prolissi assalti melodici (il debordìo sonico di Formiche). Il dato da rilevare, in questo caso, è forse la facilità con cui il gruppo riesce a gestire le difformità che ispirano il suono, conciliando testi in italiano a ritmiche dispari – In Come ti salvo la vita i Sux! di Giorgio Ciccarelli vanno a braccetto con la Sweet Jane di Lou Reed -, fondendo leggerezze jazz e overdrive compressi come sardine – la tromba e i il riff magmatico di Ora di Punta -, perdendosi in fumose atmosfere da night-club (L'angolo dell'occhio). Un procedere in linea retta che ha l'unico difetto di tergiversare – talvolta troppo a lungo - tra le miriadi di note che escono dagli amplificatori, col pericolo di nascondere l'evidente personalità sotto un coacervo di idee e spunti sparsi. Piccolezze che rischiano di far passare un progetto pur degno di nota per il “solito” dischetto indie.
di Fabrizio Zampighi
Articolo su www.sentireascoltare.com (data: 15.01.07)
MUSICAROMA UNDERGROUND
Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)
I Regina Mab nascono su, a Verona, nel 1995 ed hanno alle spalle una discografia abbastanza continua, tra demo, ep, singoli oltre ad aver aperto concerti per Bluevertigo, Quintorigo, Cesare Basile, Marta Sui Tubi. Questo è il primo disco ufficiale uscito per Manzanilla e distribuito per Audioglobe. Loro nella bio ci dicono che il cd è semplice, che non è un cd di protesta, non ci sono messaggi subliminali, non è contro niente ma è sincero, ecco. Bene. Sarò sincero anche io: il disco non mi piace. Siamo di fronte a un prodotto di quello che si suol chiamare rock italiano con le inluenze classiche, un po' di Pearl Jam, un po' di Timoria, Marlene Kuntz e via dicendo. Ma non bastano le influenze, ci vogliono le canzoni e non ci sono, c'è solo un brano che spicca su 12, "Noir", bello, suadente, libero e il finale strumentale di "Soltanto Un'onda Elettrica". (Tra l'altro devo dire che ho trovato delle somiglianze paurose con i nostrani Ondamedia). Il resto è tutto troppo già sentito, trito e ritrito, ho fatto una fatica immane ad ascoltarlo 4/5 volte per intero. Ho pensato che dovevo concedergli un altro ascolto e poi ancora un altro perchè doveva esserci qualcosa che poteva andare, e invece niente, alla fine mi sono dovuto arrendere all'evidenza della noia. Mi spiace perchè il cantante ha una gran bella voce, ma non è sufficiente, senza la musica non c'è bella voce che tenga. Rimandati. D.N.
Articolo su musicaroma.it (data: 10.01.07)
ROCKSOUND
Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)
A Verona "booq" si scrive minuscolo perchè deve essere così sia al contrario che allo specchio. Eppure musicalmente il cantante Franco Manzini e gli altri quattro del combo dei Regina Mab nè vanno indietro, nè si riflettono in immagini di mero apparire.
Questo è puro rock italiano della qualità migliore. Tra riflessioni personali e sulle realtà bugiarde del mondo che ci circonda, il quintetto passa con armonia dalla melodia al tiro più spinto senza perdere mai la propria personalità.
BV (data: 10.01.07)
KRONIC - Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe) / Rock a due facce
"booq". Palindromo. Lo si legge sia da un parte che dall`altra. Nome quanto mai significativo per inquadrare il quarto lavoro dei veneti Regina Mab. Diciamo quarto perchè ci piace l`idea di considerare "validi" anche i dischi precedenti, seppur privi di etichetta e distribuzione. Però quando c`è del lavoro (che ci riporta indietro tra l`altro fino al 1996), è bene apprezzarlo.
Proprio come “booq” Il pop rock dei Regina Mab si presta ad una duplice lettura. Gioca sugli equilibri dati dalla solidità della base ritmica e dal continuo parlarsi delle due chitarre che donano al tutto una discreta solidità d`ascolto. Ed "equilibrio" è appunto la parola magica. Laddove riescono a trovarlo i nostri dimostrano una buona propensione melodica ("Gioie del mio regno"), ottime capacità compositive ed una convincente compattezza di suono ("Le ricette di tua madre").
Duplice lettura, si diceva. In booq, rovescio della medaglia sono gli eccessi melodici che ne imprigionano il suono e l`energia, ammorbidendolo ed annacquandolo forse un pò troppo. Strade senza uscita dalle quali speriamo i Regina Mab sappiano tirarsi fuori seguendo il sentiero (più Pearl Jam, meno Negramaro) che li ha portati ad episodi molto meno elaborati ma dal notevole impatto e dall’indiscussa purezza (“Ora di Punta”). Emmanuele Margiotta (data: 02.01.07)
LOSINGTODAY - Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)
“booq” e il primo e il quarto album dei Regina Mab: il primo ad avere un’etichetta ed una distribuzione, il quarto di una carriera cominciata a Verona nel 1996 e fatta di dischi autoprodotti e compilation, ma segnata soprattutto dell’esperienza di dieci anni di live, tra piccoli palchi e vetrine importanti come spalla per Bluvertigo, Quintorigo, Cesare Basile.
Tutto ciò ha influito sul sound dei Regina Mab, trasformandolo in un rock compatto, caratterizzato dagli intrecci delle due chitarre e da un’attenzione particolare per il ritmo, grazie ad una sezione ritmica solida ed in bella evidenza.
L’impatto sonoro rimanda ai Pearl Jam più aggressivi (“Le ricette di tua madre”), la chitarra che fende reef ad incorniciare la voce fa l’occhiolino al Buckley più elettrico (“All’anima”), l’approccio ritmico ricco e complesso ricorda il sound “rock-funky” di band americane come gli Incubus (“Ora di punta”).
A nostro parere però le cose migliori succedono quando la distorsione si abbassa di una tacca, quando da “lead” si passa a “crunch”, e trovano maggiore spazio le sfumature della voce e gli intrecci armonici delle chitarre (come in “Gioie del mio regno” o “Soltanto un’onda elettrica”), oppure quando al suono granitico e compatto si sostituiscono pieni e vuoti, come nel brano d’apertura “Senza Rose”, che ha dalla sua anche la sorpresa di una bella chitarra country-pulp. VALERIO MINELLI (data: 03.12.06)
FUORI DAL MUCCHIO - Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)
Autori di un robusto rock cantato in italiano, che media chitarre aggressive e una spiccata vena melodica, i Regina Mab hanno alle spalle una manciata di produzioni tra album più o meno autoprodotti e demo, essendosi formati ormai una decina di anni fa in quel di Verona. La formula proposta dal quartetto in questo “Booq”, debutto su Manzanilla MusicaDischi, è quella di cui sopra, cui si aggiunge il pregio di aggirare agevolmente il pericolo di finire in quel confuso territorio soft-hard dove si posizionano realtà come i Negramaro, ovvero l’asperità e l’aggressività del rock spiegata in italiano al popolo distratto delle suonerie; ostacolo aggirato grazie ad una innegabile energia che trasuda dagli amplificatori e a testi che utilizzano una lingua semplice ma mai banale e sufficientemente immaginifica. Pregio innegabile, che tuttavia viene un poco smorzato da quello che sembra essere il difetto congenito della formula: una certa vena epico-melodica che rischia sempre di finire sopra le righe. Difetto che in questo caso, ci teniamo a ribadirlo, è sotto la soglia del non ritorno, e che viene completamente esorcizzato e neutralizzato nel breve e pastoso hard blues di “Ora di punta”, puntellato di screziature e fiati, e nel tentativo più che riuscito di ballata scanzonata e notturna intitolata “L’angolo dell’occhio”. Nulla di particolarmente nuovo, nel complesso, ma un rock italiano di più che discreta fattura racchiuso in un disco di buon livello.
Alessandro Besselva Averame (data: 29.11.06)
l'ARENA "Otto" (singolo 2005) I Regina Mab non sono certo un gruppo esordiente sulla scena indipendente veronese eppure il loro più recente lavoro, il singolo «Otto», anticipo di un prossimo album, ce li mette di fronte con la rabbia e la sfrontatezza di un gruppo rock di teenager. «Otto» è una delle prime uscite per l'etichetta Manzanilla Musica e Dischi, creata dal vocalist dei Regina Mab, Franco Manzini. Nella "scuderia" della Manzanilla ci sono anche i Lulù Elettrica e gli esordienti Home (a breve una puntata di «Made in Verona» anche su di loro). Questo per dire che il marchio non è stato ideato solo per «fare in casa» i dischi del gruppo del boss ma per appoggiare altre realtà della scena indipendente locale. Per dirla breve: in molti si lamentano dello scarso interesse che suscitano i gruppi base della nostra città senza fare nulla; Manzini, invece, si è tirato su le maniche e si è messo al lavoro per pubblicarne materialmente i dischi. Il singolo «Otto» si presenta bene fin dalla copertina, un collage fotografico della pittrice/illustratrice olandese Nina Valkhoff, ispirata nell'opera proprio dalla musica dei Regina Mab. Con i suoi 4 brani (per un totale di quasi 16 minuti), il cd può essere considerato un mini-album, o quanto meno il lato A di un disco anni '60. Si parte con «All'anima», brano rock dal testo pieno di disillusione e rabbia, dedicato a una donna dallo stile goffo e irritante, incapace di accettare dei fiori in regalo. Svettano le seconde voci e le chitarre di Nicola Tonin e Gabriele Giuliani (completano il gruppo Alberto Franchini e Michele Perazzoli). Ancora un sentimento lontano dalla felicità in «Soltanto un'onda elettrica«, tra i primi Radiohead, i Pearl Jam acustici e gli Estra. «Come stai? Scelgo di non sapere/... / Sei soltanto un'onda elettrica nel mio sensore», canta il frontman dei Regina Mab: non capiamo bene il senso generale ma avvertiamo una certa malinconia, come se avessimo perso qualcosa di cui non ricordavamo l'esistenza. Con le cover di «Fearless» dei Pink Floyd e «Tango» di Paolo Conte, poi, scelgono un bersaglio molto alto. Con «Fearless», a parte la pronuncia inglese, fanno centro, anche perché non si tratta di un brano strafamoso di Waters e Gilmour. Con «Tango» realizzano invece un country rock dal sapore argentino, con la voce non sempre ben presente ma ricco di personalità, specie nelle parti di chitarra. I Regina Mab suoneranno in acustico giovedì 10 novembre in piazza Bra. (data: 01.05.05)
| Nome Gruppo | Bio | Sito | Myspace | Foto.zip | Mp3.zip | Presskit Completo | ||
| Regina Mab |
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Le agenzie stampa si sprecano con titoli che non mancheranno di sollevare un polverone in entrambi gli schieramenti parlamentari. "Culturame sinistroide" taglia corto Italo Bocchino, intervistato tra i primi a causa del nome proprio "La Costituzione va rispettata e cambiata, e non di certo data in pasto a un valvolare Marshall". "Iniziativa alla quale potremmo aderire" afferma prudentemente Bersani "una volta controvotato l'eventuale mozione dei capigruppo". "È palese chi abbia sempre difeso il tricolore dagli albori della Storia Repubblicana" dice in una microspia a condensatore Gianfranco Fini. "Non alimentare divisioni" ha ammonito Benedetto XVI, presente a un concerto dei Tokio Hotel durante il quale si è esibito in uno stage-diving che ad alcuni è parso un miracolo di levitazione nell'aria.
Che siano a favore o contro, il nuovo modello di pedalino Boss appena uscito dalle linee di produzione ha fatto parlare di sè. Premendo il bottone principale, infatti, da oggi ogni chitarrista può avviare una lettura integrale della Carta, ad opera di una voce esclusiva: quella di Alessandro Baricco. Con la manopola "drive" si può decidere il grado convinzione del narratore, dal possibilismo riformista del nuovo millennio all'intransigenza dei Padri Costituenti. La livrea tricolore dello chassis ha sollevato qualche dubbio, portando alcuni movimenti cittadini indipendenti a manifestare l'altra sera davanti a Palazzo Grazioli. Il Super Patriot ha già venduto migliaia di esemplari e i "rockettari" della penisola non mancano di sparare il mantra costituzionale durante la pausa prima dei bis, alcuni per convinzione, altri, ormai, per posa.
A Verona, tra i primi a possedere questo gioiellino della tecnologia, sono stati i Regina Mab, formazione gialloblù da tempo impegnata nella trattazione di tematiche sociali. "Gabri" mostra orgoglioso il pedalino tricolore nella sua effettiera con flight-case in alluminio anodizzato, e pigiandolo alternativamente sul riff di "Smoke on the water" improvvisa una sorta di rap accattivante. "Vorremmo far capire al nostro pubblico che l'approfondimento storico è un gesto creativo" e in quel momento lo dimostrano con un crescendo di distorsione: l'effetto complessivo è strabiliante, sull'Art. 63 Baricco sbraita "Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza" con i Mab impegnati in un uragano shoegazer.
E per chi teme che l'oggetto possa diventare obsoleto in seguito a modifiche della Costituzione, niente paura: è possibile aggiornare il firmware tramite connessione internet a banda larga. Tra i gadget inclusi nel prezzo, l'album di figurine collezionabili Panini con tutti i Presidenti della Repubblica e un estrazione a sorte per un esclusivissimo giro turistico a Roma, dall'Aventino ai Giardini del Quirinale. AVL (data: 19.01.10)
Per anni ci hanno fatto sussultare a bordo palco, con invettive sociali, reading impegnati o divertiti approfondimenti storico-sportivi. Per anni li abbiamo seguiti nella loro carriera solidamente rock, votata all'onda quadra, per quanto mediata dalle influenze della penisola. Per anni sono stati semplicemente loro stessi: i Regina Mab.
Ma dall'avvelenamento per piombo della band (ricorderete l'incredibile coincidenza dell'acqua minerale contaminata in un alimentari di Belluno, durante una trasferta) i cinque musicisti non sono più gli stessi. Uno spleen inspiegabile ha pervertito le loro esistenze, modificando le loro abitudini, i loro pensieri, le loro idee. Fino all'incredibile dichiarazione: "non avremo più un batterista, ci basta una TR-808, faremo darkwave con venature EBM". A riferirci la sconvolgente verità il leader della formazione, apparso recentemente con delle vistose occhiaie che non si sa bene se riferire all'avvelenamento da piombo o all'ascolto per venti ore di seguito di "Isolation" dei Joy Division il giorno precedente.
"L'esistenzialismo è tutta una sofisticheria borghese, noi siamo precipuamente nichilisti" ci racconta Franco, spirito inquieto e nuovo look cotonato alla Roberth Smith. "Noi scriviamo prima i testi e poi la musica, raccontiamo di devastazioni planetarie, perdite di animali domestici a noi cari, ma anche delle crescenti difficoltà a coprire le spese per acqua luce e gas: un mondo all'oscuro ci sarebbe più congeniale".
Non c'è dubbio che questa svolta lascerà molti fan sul terreno, e l'intento di produrre un album di un'unica canzone di 74 minuti sui rapporti con la droga segnerà la reputazione del gruppo per sempre. La piece, a metà tra canzone-teatro e performance con body-painting e la proiezione in loop delle esplosioni atomiche tratte dal finale de Il dottor Stranamore, si intitolerà semplicemente "Amor-te". Verrà presentata in anteprima assoluta il prossimo 14 febbraio ad Emporio Malkovich.
Per l'occasione cambio dell'olio gratuito all'auto, se parcheggiata all'interno del garage usato come cucina: per unire coscienza ambientale e sfiducia nel futuro. (data: 01.12.09)