Piazzato di traverso all’ottica musicale corrente, Ultimo Attuale Corpo Sonoro è un progetto di approccio alternativo tra musica sperimentale e verso italiano, dai toni non omologati nel vocabolario enfatico della memoria. Sonorità che per lucido realismo possono essere accostate all'indipendente di Godspeed You! Black Emperor e Jason Molina, o ancora ai CSI di Giovanni Lindo Ferretti per la lama stilistica inquieta e magniloquente che anima la ricercatezza delle parole più argute, cioè l’anatema dissonante di trattare ogni canzone come un’occasione sacra per riconoscere la vita. Rimandi a versi che hanno ancora bisogno di fare della rabbia un netto e decisivo richiamo all’ascolto recuperando dal fondo della storia una sentimentalità pensata per spezzare le iniquità dei comportamenti umani. E qui che la morale è sentita come l’occasione di un possibile aggiustamento della sorte, una contromossa critica giocata alla patria per costruire un discorso collettivo di protesta sociale e denuncia politica. La liricità di Gianmarco Mercati non manca di mostrare coraggio e personalità facendosi testimone di un modo di intendere la musica attraverso i margini della società cosiddetta civile. La scrittura è innescata su una licenza poetica di “intransigenza violenta” che sin dagli esordi di “Nueva York: Strade e Sogni” è pensata con particolare riferimento alla poesia di F.G. Lorca, ma anche Pier Paolo Pasolini, Nazim Hikmet e Arthur Rimbaud, tre figure di intellettuali esuli che nel successivo “Memorie e Violenze di Sant’Isabella” diventano lo scudo sovversivo e scandaloso di un degrado devastante. La voce di una ribellione che si fa esperienza, bellezza, libertà non appena la violenza delle idee prende ad assumere la portata etica del proscenio degli eroi. Una determinazione questa per la responsabilità individuale che ha ispirato la band di Verona anche nella scelta del nome, ossequiando Jack Kerouac. Ancora una volta il sacrificio del sangue gira svelto sulla scala dei valori, riflette il lato più dilatato del rock e lascia decantare, in un vortice di chitarre laceranti e sfrontate, la resistenza della parola di contro all’assenza democratica del paese. Straordinariamente agile nell’inglobare consapevolezza, orgoglio e irruenza “Io Ricordo Con Rabbia” serve principalmente a denunciare lo spettacolo reale delle condizioni, a inquadrare i veri interrogativi rimasti in sospeso per poi rendere manifesti significati ed eventi precedentemente rimossi. La storia non è una buona borghese, può seminare rancore e falsità ed è per tale ragione che va trattata con provocazione anche a costo di ferire. Così la ritmica diventa volontà di azione, vita violenta, lirica dilaniata da strofe contundenti, un totale strumentale distorto da accrescimenti lo-fi, eccitamenti oscuri e arrangiamenti incalzanti. Conosce episodi mortali, concepisce angosce nazionali, parla le vicende del treno Italicus, i trent’anni di Ustica e Bologna e la strage del Rapido 904. Trova protezione nelle titubanze di Fernando Pessoa, Henry Miller, David Grossman, suona l’estetica di Marc Augè e, incarnando uno stato cesareo di amore e guerra, finisce con l’illustrare la morale di un uomo solo, non propriamente a causa dei suoi scontri ma per natura: orfano condannato a non essere magnificamente che un uomo. Ecco allora che senza riscatti né indulgenze ci troviamo di fronte ad un agglomerato di canzoni che spaziano tra cantautorato rock e regola oratoria fredda e tagliente, componimenti dalla tenacia perseverante fatta soltanto di intimità con la propria memoria. Musica da ascolto scevra di temporalità non appena solleva le annotazioni dei taccuini all’umana finitezza degli stati d’animo attraverso parole dissonanti e domande sgraziate che fanno risuonare il tempo storico come l’eterno ammonimento di una coscienza collettiva. Risultato sussurrato e trascritto come Ultimo Attuale Corpo Sonoro.
Ultimo Attuale Corpo Sonoro: "Io ricordo con rabbia" (2011, Manzanilla MusicaDischi)
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