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Recensione L'Arena di Verona (data: 31.12.37)
Alla gelateria di Lugagnano le voci si rincorrono un in viavai frenetico, madri di famiglia, anziani e nipotini al loro seguito, aggrappati teneramente alla loro mano e ancora incapaci di stabilire il gusto del sorbetto da ordinare, sembrano sgranare gli occhi forse capendo sovrannaturalmente l'argomento che ha scosso l'intera comunità. Matteo Sorio è tornato nell'organico degli Ultimo Attuale Corpo Sonoro. Il poliedrico musicista, dopo quello che i giovani chiamano "split" con la band, e rimasto su posizione irremovibili per anni, contendendosi il nome della band nel Foro competente, e animando una lunga serie di episodi che hanno alimentato la cosiddetta "Faida dell'Emporio", ha infine deciso di tornare sui suoi passi, per il bene dell'intero mondo musicale. Le ragioni della sua uscita dal gruppo sono non solo comprensibili, ma altamente condivisibili, per chiunque abbia conosciuto il quartetto: gli UACS giocano a calcio e leggono romanzi noir, e questa passione confligge con la dedizione assoluta alla hit parade. Intento in atti dimostrativi, più volte "Il Sorio" ha tentato di far le prove a bordo campo, munito di una tastiera elettronica tascabile, ricevendo per tutta risposta epiteti poco valorizzanti e pallonate che venivano sempre spacciate come involontarie. In sala prove, poi, staccava tutti i poster della Juve per sostituirli con le effigi dei grandi mostri sacri del rock: i Malmsteen, gli Electric Light Orchestra, i Rush, e una fotografia mossa di Phil Collins che strepita "sussudio" attraverso il gate reverb che tanto ha contraddistinto la sua timbrica vocale. Niente da fare: quei poster venivano stracciati o deturpati da scritti inneggianti all'Hellas Verona, alla birra e ad un altro polo di interesse irricevibile. Sul lungo termine l'amicizia ha dovuto cedere il passo alla necessità di formare una grande band, e a quel punto il Sorio ha raccolto tutti presso la piscina di Fabio, indicando un manichino vestito esattamente come lui, simbolicamente ancorato al fondo, dicendo "ecco come mi sento, ho toccato il fondo butei". Neanche quell'ultima volta c'è stato un briciolo di pietà, ammazzato di gavettoni e ancora con l'amaro del cloro in bocca ha lanciato per l'ultima volta il suo anatema "L'Hellas andrà e resterà in C", frase che poi si è rivelata profetica. Da quel momento in poi il Sorio ha creato dischi solisti di elettronica minimale, dotato com'è di un rifulgente talento polistrumentista che lo avvicina, per temperamento austero e profondità del suo vivere musicista, ad un altro grande mito della musica moderna: Roger Waters. Delle sue registrazioni, tuttavia, non si hanno notizie ben chiare, sembra che le componga e le scomponga in remissaggi continui e insoddisfatti, arrivando ad inscenare riti funebri per hard disk sacrificati al cielo nei pressi del sito astronomico di Monte Comun.
Ma ora il Sorio è tornato, e non farà prigionieri. I primi malumori già serpeggiano nella band. Anzitutto basta radioline sintonizzate sulla partita durante le prove. Il batterista aveva spacciato di utilizzare quelle cuffie per suonare più a tempo tramite un metronomo di recente acquisto, tradendosi però al distacco del minijack, per l'esultanza di un gol ininfluente, e rivelando a tutti la vera funzione di quell'ordigno proprio su un toccante finale di un brano dedicato al disastro di Ustica. I chitarristi dal canto loro hanno dovuto mettere nel sottoscala la playstation con il pro evolution soccer, sostituendola con un juke box di 45 giri in vinile selezionati dal Sorio al fine di espandere i loro orizzonti di gusto musicale. "Basta birra in sala prove" ha poi preteso nelle clausole del contratto per il ritorno "al massimo mille cicche, perché quelle le voglio fumare anch'io, e io sono io, mentre voi non siete un (puntini puntini)". A capo chino l'intera band ha dovuto accettare questa opprimente gabella.
"È veramente un bravo ragazzo, gentile coi bambini, sempre discreto, mai un alterco" ci confida la commessa della gelateria mentre tenta di evadere l'inintellegibile ordinazione di un anziano. "Tutti speravamo che il Sorio tornasse negli Ultimo Attuale Corpo Sonoro, se non altro perché controbilanciasse un temperamento come quello del Mercati, mettendo tutti in riga", esclama infine consegnando un discutibile cono limone e cioccolato.
"Ho sentito dire che le loro canzoni parlano del Dopoguerra" replica guardandosi attorno un veterano dell'ANPI "sono cose che le nostre amministrazioni locali dovrebbero supportare, Sorio dovrebbe ricevere una corona d'alloro e un gagliardetto della nostra sezione, lo aiuterebbe anche nei rapporti interpersonali con gli altri rocker", aggiunge poi affondando una bocconata al gelato, in cerca di refrigerio.
Alla nostra redazione le lettere che hanno per tema questa faccenda non si contano più. C'è chi minaccia di fare una cover band di sosia degli UACS se anche stavolta non verranno creati capolavori. Fan impazzite tengono per Gianmarco perché è bellissimo, e disdegnano Sorio con basse insinuazioni tramite ortografia da T9. Un musicoterapeuta chiede ancora da anni che non venga usato solo il pickup al manico dai chitarristi, ma che si cerchi una ripartizione delle frequenze più sensata. È persino arrivata una lettera a sfondo religioso con una richiesta di andare a prelevare un milione di dollari in Uganda per problemi bancari dell'intestatario del conto, ma forse in questo caso si tratta di una burla, come tante ne arrivano alla nostra casella.
Una cosa è certa, documenti fotografici testimoniano il ritorno di Sorio Matteo sui palchi accanto agli antichi rivali, e la community non può che dedicare una standing ovation a questo piccolo grande fatto di cronaca. Son finiti i tempi cupi, l'Hellas resta in C, ma gli Ultimo Attuale Corpo Sonoro torneranno a vincere la coppa delle coppe grazie alla loro musica attualissima. AVL (data: 12.07.10)
Quello che state vedendo e che vi invitiamo a "spaginare" con curiosità ed attenzione è il nuovo sito della prestigiosa etichetta Manzanilla MusicaDischi.
L'elaborazione grafica, buona parte dei contenuti ed, in ultima analisi, la filosofia del sito sono frutto della mente colta, schizoide ed immaginifica di Alessandro Sandrone Longo, un uomo, un because, direi: a lui va il nostro ringraziamento più feroce ed un messaggio "se te vol i schei mandane l'avvocato", oltre a vari strati di pis en lov.
Cosa significa il nuovo sito Manzanilla? Beh, intanto significa che si va avanti, come sempre, un passo per volta, un progetto per volta, con misure ben calibrate sulle nostre minuscole gambine.
E di questi tempi non è poco.
Significa che ci diamo una rinfrescata, che inseriamo i video, che siamo su Itunes, Amzaon, Napster e ovunque diavolo si possa comprare la musica digitale.
E quindi, godetevi il sito, godetevi i live e preparate a godere di qualche altro bel disco. (data: 14.02.10)
Che si tratti del famigerato romanzo di H. G. Wells o della teoria dei cosiddetti "wormhole", il sogno più antico dell'uomo da sempre affascina e fa discutere: poter finalmente viaggiare nel tempo. Fino ad ora è stato possibile farlo solo nel modo tradizionale, e cioè lasciando tracce di sé ai posteri (da qui nacque nel 2006 la curiosa iniziativa Time Capsule di Yahoo, un contenitore di messaggi che verrà riaperto solo nel 2020). Ma superare le barriere del tempo, oggigiorno, è diventata una concreta possibilità.
Grazie ad una ricerca scientifica sovvenzionata con gli introiti di tutti i loro concerti, i veronesi Home hanno potutto coronare il sogno di una vita: tornare indietro nel tempo ed assistere al primo concerto dei Beatles in Italia. Un valente ricercatore indiano, graduatosi con P.H.D. in Fisica e nato all'epoca del viaggio spirituale dei Quattro di Liverpool in estremo oriente, rivendica sia di essere figlio illegittimo di John Lennon che di aver realizzato l'incredibile macchinario teletrasportatore.
Da questa felice collaborazione tra scienza, musica ed enogastronomia nascerà quindi la "prova su strada" definitiva. La sponsorizzazione a 360° è stata infatti fondamentale: sulla capsula in acciaio cromato, a forma di pandoro Bauli, compariranno anche i loghi di rinomate aziende vinicole e un maxi poster di Giulietta e Romeo, il musical di Cocciante pubblicato in Dvd. Per l'occasione i due amanti appaiono raffigurati in futuristici costumi lamè, ideale connubio tra armatura medievale e verniano scafandro da palombaro.
"Poter assistere al concerto dei Beatles @ Velodromo Vigorelli è da sempre il nostro sogno nel cassetto" ci raccontano gli Home "Abbiamo paura di non trovare il biglietto, dopo tanta fatica, ma queste mazzette da 100.000 lire fuoricorso ci torneranno sicuramente utili". È infatti notorio che, all'esordio italiano dei "Fab Four", la critica ufficiale rimase tiepida, ma il pubblico giovanile aderì in massa. In un documentario dell'archivio RAI, quei ribelli che ballavano lo shake venivano ancora dipinti come originali ed esibizionisti, chiaro segno di un avvicendarsi di mode che avrebbe sconvolto le regole del gioco.
"La capsula pandoroide da me elaborata abbandonerà il gennaio 2010 per materializzarsi nei pressi dei bagni chimici del velodromo, esattamente nel caldo giugno 1965" ci illustra l'inventore John Ratvasdvana "da lì avrò modo di incontrare mio padre nel backstage, prima ancora che mi concepisca. Includere il mio nome nelle volontà testamentarie guarirà il suo karma".
Approntato un guardaroba d'epoca ed acconciature sixties, i nostri "baronetti" non solo parteciperanno all'agognato concerto, ma dovranno anche mostrare alle cineprese una copertina di XL di Repubblica (quella che ritrae Usain Bolt trionfatore alle Olimpiadi 2008). Questo anacronismo imprimerà nei filmati una traccia inequivocabile del loro passaggio. Alcune pellicole originali del concerto sono già state sigillate negli uffici della Prefettura di Verona, al fine di escludere manomissioni. Verranno riesaminate solo ad avvenuta partenza.
Milioni di fan degli "scarafaggi" impazzano su Facebook, chiedendo di portare indietro un biglietto del concerto od una basetta di Ringo Starr, ma al loro entusiasmo si contrappone lo scetticismo di uno gruppo di arcigni cosmologi. "Se i viaggiatori dovessero compromettere il corso della storia, le conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Tanto per capirci, non devono assolutamente avvertire Lennon dell'attentato che gli costerà la vita". Musicisti e viticoltori, in ogni caso, accusano queste voci fuori dal coro di eccessiva prudenza e di voler screditare la missione solo per invidia professionale.
Nel nostro piccolo anche noi spezziamo una lancia a favore dell'impresa: se avverranno modifiche del continuum spazio-temporale, il nostro presente non potrà che uscirne migliorato. Alludiamo ovviamente al disastro del 1985, la guerra termonucleare che portò alla cancellazione di oltre tre miliardi di vite, e che da allora confina l'umanità in città sotterranee, perlomeno fino alla fatidica scadenza del 2.345 (pronosticata da Antonino Zichichi nel celebre opuscolo "Meglio topi che isotopi").
"Non pretendiamo che la musica salvi il mondo, ma ci batteremo affinché il mondo salvi la buona musica" hanno dichiarato per tutta risposta i temponauti durante una conferenza stampa a FNAC.
Siamo perfettamente d'accordo. Con le chiavi abbiamo graffiato, sul vano motori dell'astronave, il simbolo senza tempo della Scala. A loro, che torneranno per davvero in un passato tutto da ricordare, speriamo porti tanta buona musica, e tanta fortuna. A noi, fortunati testimoni di questa storica partenza, resta la speranza di un futuro migliore ed il gracidìo amico di un contatore Geiger. AVL (data: 24.01.10)
Le agenzie stampa si sprecano con titoli che non mancheranno di sollevare un polverone in entrambi gli schieramenti parlamentari. "Culturame sinistroide" taglia corto Italo Bocchino, intervistato tra i primi a causa del nome proprio "La Costituzione va rispettata e cambiata, e non di certo data in pasto a un valvolare Marshall". "Iniziativa alla quale potremmo aderire" afferma prudentemente Bersani "una volta controvotato l'eventuale mozione dei capigruppo". "È palese chi abbia sempre difeso il tricolore dagli albori della Storia Repubblicana" dice in una microspia a condensatore Gianfranco Fini. "Non alimentare divisioni" ha ammonito Benedetto XVI, presente a un concerto dei Tokio Hotel durante il quale si è esibito in uno stage-diving che ad alcuni è parso un miracolo di levitazione nell'aria.
Che siano a favore o contro, il nuovo modello di pedalino Boss appena uscito dalle linee di produzione ha fatto parlare di sè. Premendo il bottone principale, infatti, da oggi ogni chitarrista può avviare una lettura integrale della Carta, ad opera di una voce esclusiva: quella di Alessandro Baricco. Con la manopola "drive" si può decidere il grado convinzione del narratore, dal possibilismo riformista del nuovo millennio all'intransigenza dei Padri Costituenti. La livrea tricolore dello chassis ha sollevato qualche dubbio, portando alcuni movimenti cittadini indipendenti a manifestare l'altra sera davanti a Palazzo Grazioli. Il Super Patriot ha già venduto migliaia di esemplari e i "rockettari" della penisola non mancano di sparare il mantra costituzionale durante la pausa prima dei bis, alcuni per convinzione, altri, ormai, per posa.
A Verona, tra i primi a possedere questo gioiellino della tecnologia, sono stati i Regina Mab, formazione gialloblù da tempo impegnata nella trattazione di tematiche sociali. "Gabri" mostra orgoglioso il pedalino tricolore nella sua effettiera con flight-case in alluminio anodizzato, e pigiandolo alternativamente sul riff di "Smoke on the water" improvvisa una sorta di rap accattivante. "Vorremmo far capire al nostro pubblico che l'approfondimento storico è un gesto creativo" e in quel momento lo dimostrano con un crescendo di distorsione: l'effetto complessivo è strabiliante, sull'Art. 63 Baricco sbraita "Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza" con i Mab impegnati in un uragano shoegazer.
E per chi teme che l'oggetto possa diventare obsoleto in seguito a modifiche della Costituzione, niente paura: è possibile aggiornare il firmware tramite connessione internet a banda larga. Tra i gadget inclusi nel prezzo, l'album di figurine collezionabili Panini con tutti i Presidenti della Repubblica e un estrazione a sorte per un esclusivissimo giro turistico a Roma, dall'Aventino ai Giardini del Quirinale. AVL (data: 19.01.10)
Gli Arbdesastr, importante formazione scaligera votata all'elettronica evocativa, si preparano a mescolare ancora una volta le carte per la gioia dei loro fan. Durante un buen retiro islandese durato un anno, passato a contatto con geyser e difficoltà economiche di una nazione in default, il duo ha accumulato registrazioni sonore di ogni sorta. Canti d'amore di iguane, turbolenze geotermiche al di sotto della crosta terrestre, e persino eco di taglialegna all'opera captate rocambolescamente da una radura: ogni suono del panorama è stato archiviato con dovizia all'interno del loro supporto magnetico di fiducia, chiamato scherzosamente "Ubiquo". Noi li abbiamo incontrati lo scorso Natale a Reykjavík in un pub, cuffie hi-fi calzate a dispetto di un locale affollato e chiassoso, una bottiglia replica feticista del "Gin della Vittoria" di 1984, e il fedele Ubiquo acceso per registrare anche la nostra breve conversazione.
Catapultati in un altro mondo, gli eroi della sintesi sottrattiva non hanno fatto oscillare le proprie intenzioni, disdegnando guide turistiche e percorsi tradizionali, e giungendo persino all'interno di vecchie industrie abbandonate per catturarne la riverberazione. "Un assolo di chitarra, con questo riverbero, è destinato a diventare pura poesia" asseriscono convintamente "anzi diventa indistinguibile da uno dei nostri sintetizzatori".
L'oste porta alcune pinte di sidro producendosi in un'esclamazione tipica, e ci rinfranchiamo con una specialità locale, foca arrosto, la crosta della quale produce uno scricchiolio sul quale i due musicisti si interrogano, avvicinando alla porzione un microfono a contatto. Quale teenager scatenato sul dancefloor sospetterebbe la reale provenienza di quei suoni apparentemente sintetici? Gli Arbdesastr non ci tengono a farsi pubblicità, e nelle loro grandi hit nascondono sample di quella che le avanguardie chiamavano "musica concreta" con apparente noncuranza.
"Ci piace pensare che il tintinnio di un boccale islandese possa far ballare anche il pubblico dei club di Bristol, o che lo schiocco di un cedro del Libano superi le divisioni create dall'uomo e diffonda breakbeat a Tel Aviv" continuano, mentre per un soffio non veniamo centrati da una bambola gonfiabile in abito tradizionale scagliata da una colorita festa di addio al celibato. Non è un caso che sia proprio questo paese ad aver dato i natali a Bjork, reginetta del sinth-pop e innovatrice anche nel campo dell'immagine grazie a videoclip shockanti. Su questo punto gli Arbdesastr hanno un'opinione molto personale: il loro prossimo singolo parlerà della vicenda di un orso polare alla deriva su un iceberg, con una musica che alternerà dolcezza cosmica al battito del cuore di un selvaggio istinto di sopravvivenza. Con fare mistico ci mostrano un tatuaggio del celebre marchio Apple sul gomito, e ci convinciamo della bontà della loro ispirazione.
Riprendiamo l'idroplano salutando un pezzetto della scena musicale veronese che certo di strada ne ha fatta, regaliamo un "Forza Hellas" a piena voce in un microfono artigianale d'antiquariato sottratto agli eredi di Von Neumann, domandandoci se un domani avremo pure noi l'onore di suonare in una delle bellissime tracce di questa band più unica che rara. AVL (data: 18.01.10)
Sembra che la discussione tra i membri degli Hypergroovers sia nata sulle note di "I Feel Good", degenerando ben presto in un deprecabile episodio di magia nera che ha scosso gli abitanti di Badin, frazione di Marano di Valpolicella (VR).
La giusta intonazione, in una sezione di fiati, è questione ben ardua, e quando manca la certezza su chi sia debba "dare il La" è tradizione far roteare un'ancia per scegliere il direttore d'orchestra. Solo che lo scorso Venerdì 17, durante una notte di nebbia che ha disorientato intere famiglie di porcospini giunti zampettando in paese, questo rito ha portato a conseguenze impreviste.
Durante le consuete prove, la band ha fatto cadere "l'ago dell'ancia" su quello che apparentemente era un santino sfuggito al portafoglio in similpelle del controfagottista. Trattavasi invece di una foto d'epoca di Heinrich R. Hertz, pioniere dell'elettromagnetismo dell'Ottocento.
Improvvisamente si alza una nuvola di fumo (che sapeva di zolfo e penne bruciate, giurano i musicisti), dalla quale pare che sia emerso, in carne e ossa, proprio lo scienziato della figuretta, intento ad indicare l'ottone più accordato. A lui è stato infatti dedicato il famoso "Hertz" unità di misura dell'intonazione rispettata dai musicisti di tutto il mondo. All'iniziale incredulità, raccontano gli Hypergroovers, è seguita un'accurata analisi di tutti i sassofoni da parte del non-morto. Le sue elucubrazioni risultavano incomprensibili, ma forse solo perché espresse nell'idioma germanico che per uno scherzo del destino nessuno dei presenti aveva mai studiato. Dopo alcuni inequivocabili cenni d'approvazione è comunque risultato evidente che il sassofono da premiare era quello di Cesare Sax. L'aitante fiatista, nomen omen, per ringraziamento ha subito eseguito "Deutschland Uber Alles", per poi improvvisarci sopra nelle seguenti otto battute. Proprio sulle note finali, prima che chiunque potesse rinfrancarlo con un bicchiere di amaro Averna, il Sig. Hertz è rimpiombato nell'Averno raccomandando a tutti qualcosa di incomprensibile.
A Badin non si trovano molti sostenitori per questa versione dei fatti, vuoi suggerita dall'ossessione per il perfezionismo, vuoi da quell'utilizzo di stupefacenti che molti artisti includono dichiaratamente nel repertorio delle possibili fonti d'ispirazione. La signora Berta Spaccamazza, arzilla centoduenne già celebrata come "Miglior Trisavola Valpolicella" nel corso di una puntata de La Prova del Cuoco 2005, afferma che simili episodi sono già accaduti a Badin, durante il secolo scorso. E se la saggezza popolare ha coniato tanti proverbi, a questa testimone d'eccezione siamo tentati di dare un po' di credito anche noi. AVL (data: 17.01.10)
Tempi duri per i cantautori a Verona. Fino a questo momento il loro mestiere li aveva protetti almeno dai piccoli vandalismi riservati ai comuni cittadini, al massimo qualche jack bipolare schermato perso durante un concerto, o un insulto sui forum. Da oggi invece, sembra che la malavita li abbia presi di mira con cinismo "chiavi in mano".
John Mario, cantautore salito agli onori della cronaca nella scena veronese per il suo video di denuncia del music business intitolato "I Segreti di Pavullo", ormai ne sa qualcosa. Traumatizzato da un'inquietante esperienza in studio di registrazione, ha deciso di "cantarle chiare" diffondendo un video-documentario al montaggio del quale ha collaborato anche David Lynch, amico storico dell'artista e di passaggio a Verona in quei giorni. Dopo nemmeno due settimane, sul cofano della sua auto giallo canarino sono comparse delle cifre misteriose. Un vandalo ignoto ha tentato di intimidire un bravo ragazzo che armato di chitarra sogna l'America e una Route 66 che attraversi anche la Valpolicella.
"Ero conscio del rischio che stavo correndo, ma quel video su Youtube salverà tanti altri cantautori. Quei convertitori abbinati a Protools avevano violentato la mia arte, non se ne scappa. E ora anche la mia Cadillac è segnata!" Istantanea la reazione dei fans. Chi con un fiore, deposto nelle raggiere dei coprimozzi, chi con una falsa multa che si rivela un messaggio di solidarietà lasciata sul parabrezza, tutti hanno sostenuto John Mario ancora una volta.
"In fondo, ripensandoci, è un bene che sia successo" dice Mario, chitarrista incrollabile, mentre dà e toglie la cera esibendosi per facezia nel colpo dell'Airone come il protagonista del celebre Karate Kid. I presenti applaudono, Chievo è solidale con il suo eroe e lui ricambia elargendo autografi e moduli per la constatazione amichevole. Ne esce rafforzata la raccolta fondi a sostegno di questo artista controverso: escluso da Pescantina Rock per una ballad che denunciava le allarmanti condizioni di vita nei gattili, è passato attraverso una brutta storia con traffici di "bamba" e slot machines truccate al Bar Mantra di Veronetta.
Intanto gli enigmisti cercano di delinare il profilo psicologico dell'attentatore: forse in quelle 2 misere lettere si nasconde la chiave del mistero, o forse, come piacerebbe al regista di Twin Peaks, potrebbe essere solo l'inizio di una nuova storia di terrore. AVL
VIDEO: I SEGRETI DI PAVULLO - STORIA DI UN DISCO MAI NATO (data: 17.01.10)
A vederlo così non è neanche lontanamente passibile di sottovalutazione, un giovane determinato, acuto nell'osservazione, pregiato nella prestazione artistica, acerrimo nella speculazione filosofica. Gugliemo Cappiotti frequenta da tempo la canzone italiana apparendo negli specchietti di cantautori più blasonati, grazie a doti canore e compositive mostruose che lo spingeranno progressivamente in pole position. Ennesimo talento di Veronetta, quartiere del mondo prossimo al centro storico di Verona e vituperato slum multietnico agli occhi degli autoctoni, ha deciso di unire alla sua attività di musicista e filosofo un'altra nobile arte: l'orologeria.
La mano ferma ed educata ai più astrusi arpeggi di chitarra è ormai al servizio di una clientela selezionata di collezionisti. Guglielmo ci fa entrare nella sua bottega segreta ricavata nella cantina del Bar Malacarne, e mentre al piano superiore un pubblico ordinario si ottenebra con alcol e un cd dei Buena Vista Social Club, lui confeziona capolavori di precisione. Una pendola ci fa trasalire battendo le undici: "L'ho regolata affinché generi un accordo semidiminuito" accenna con orgoglio il Cappiotti, e dall'apertura a Cucù appare una statuina da presepio di Modugno con tanto di aureola. "Ognuno ha i suoi miti, io accanto a Jeff Buckley metto anche le corone di fiori sanremesi, e una ruota dentata da 0.5 millimetri".
Chiuso nel suo camice nero aderente, osserva con sufficienza un garzone venuto a prelevare un fusto di birra, chiedendo soltanto di essere lasciato ai suoi amati ingranaggi.
Versa una microscopica goccia di Svitol nel perno a smeraldo di un orologio a cipolla di un famoso notaio venuto fin da Cagliari per usufruire delle sue sbalorditive prestazioni, e illustra la teoria di Leibniz e il grande Orologiaio verso il quale devono necessariamente tendere le speranze dell'umanità. Poi bestemmia accoratamente allo scattare di una molla in oro zecchino, che termina irrimediabilmente tra ragnatele e polvere delle masserizie del Malacarne.
Non ha un Mississippi per gettarvisi dentro, Guglielmo, ma il suo sguardo fermo viene velato soltanto dalle cicche che fuma a ripetizione calcolando tempi e radianti utili alle sue riparazioni compiute con spirito assolutamente no profit.
"Il mio sogno? La chitarra ad orologeria, un ibrido tra gnomone, carillon e citaristica, un progetto al quale lavoro ormai da 77 settimane assieme ad Andrea Faccioli". E come negargli questa soddisfazione? Ci allontaniamo con timore reverenziale lasciando Guglielmo a dannarsi nell'antro, luogo di gioie sofisticatissime e meccanismi svizzeri, emergendo dal pertugio ci imbattiamo in un punk con uno skateboard sottobraccio, e ci chiediamo: dove finiranno i nostri giovani? (data: 04.12.09)
Per anni ci hanno fatto sussultare a bordo palco, con invettive sociali, reading impegnati o divertiti approfondimenti storico-sportivi. Per anni li abbiamo seguiti nella loro carriera solidamente rock, votata all'onda quadra, per quanto mediata dalle influenze della penisola. Per anni sono stati semplicemente loro stessi: i Regina Mab.
Ma dall'avvelenamento per piombo della band (ricorderete l'incredibile coincidenza dell'acqua minerale contaminata in un alimentari di Belluno, durante una trasferta) i cinque musicisti non sono più gli stessi. Uno spleen inspiegabile ha pervertito le loro esistenze, modificando le loro abitudini, i loro pensieri, le loro idee. Fino all'incredibile dichiarazione: "non avremo più un batterista, ci basta una TR-808, faremo darkwave con venature EBM". A riferirci la sconvolgente verità il leader della formazione, apparso recentemente con delle vistose occhiaie che non si sa bene se riferire all'avvelenamento da piombo o all'ascolto per venti ore di seguito di "Isolation" dei Joy Division il giorno precedente.
"L'esistenzialismo è tutta una sofisticheria borghese, noi siamo precipuamente nichilisti" ci racconta Franco, spirito inquieto e nuovo look cotonato alla Roberth Smith. "Noi scriviamo prima i testi e poi la musica, raccontiamo di devastazioni planetarie, perdite di animali domestici a noi cari, ma anche delle crescenti difficoltà a coprire le spese per acqua luce e gas: un mondo all'oscuro ci sarebbe più congeniale".
Non c'è dubbio che questa svolta lascerà molti fan sul terreno, e l'intento di produrre un album di un'unica canzone di 74 minuti sui rapporti con la droga segnerà la reputazione del gruppo per sempre. La piece, a metà tra canzone-teatro e performance con body-painting e la proiezione in loop delle esplosioni atomiche tratte dal finale de Il dottor Stranamore, si intitolerà semplicemente "Amor-te". Verrà presentata in anteprima assoluta il prossimo 14 febbraio ad Emporio Malkovich.
Per l'occasione cambio dell'olio gratuito all'auto, se parcheggiata all'interno del garage usato come cucina: per unire coscienza ambientale e sfiducia nel futuro. (data: 01.12.09)
Il batterista, si sa, è una razza a parte. Gravato da un oneroso lavoro di trasporto ad ogni data, è anche l'elemento della band costretto alla sottoesposizione. Non da vera passione sono animati quei batteristi capelloni che si scompongono colpendo alternativamente china e crash nei finali di canzone, ma da una disperata voglia di esserci. Trincerati come sono dietro alla barriera fisica (ma anche psicologica) costituita dai costosissimi fusti, trascorrono la loro esistenza in un mondo tutto loro. Nel quale non è sempre bene entrare.
Succede così che, durante la scorsa edizione di Gatta ci Cover, festival di beneficenza orchestrato da associazioni no-profit e a favore dei bambini in Brasile, ci scappi quasi la rissa: guardacaso tra due suonatori di batteria.
Non facciamo nomi, se non di band: è ormai aperta rivalità tra Canadians e Ultimo Attuale Corpo Sonoro, soprattutto dopo la simpatica reinterpretazione di "Summer Teenage Girl" messa in opera da quest'ultimi. Fiorio sul palco rideva, ma si vocifera che disceso nei camerini abbia fatto fuoco e fiamme, distruggendo la prima cosa a portata di mano: gli inquirenti credono questa sia la reale causa della scomparsa del supporto per tastiera della Nicola Sartori Band.
Quanti bambini si sarebbero potuti sfamare con quel prezioso complemento d'arredo? E tutto per una lite tra i soliti batteristi, personaggi spesso chiusi nel loro mondo e pronti a passare alle vie di fatto se qualcosa viene a interferire con i loro materiali.
Ci permettiamo quindi di darvi il nostro consiglio: tenete sempre d'occhio il vostro batterista e proteggete la sua attrezzatura a costo della vostra stessa vita. Il Brasile vi ringrazierà. (data: 28.11.09)
È tutto vero: le indiscrezioni raccolte in questi giorni nei pressi della gelateria di Lugagnano non erano infondate. Ci sarà un duello, come nell'Ottocento, e proprio come in quell'epoca ormai divenuta sinonimo di morale bacchettona e romanzi pomposi, quando si tocca il piano dell'orgoglio non si scherza. Il più famoso gruppo locale, Ultimo Attuale Corpo Sonoro, era stato additato nei giorni precedenti come pretestuoso da un noto recensore della stampa musicale italiana. Oggigiorno qualcuno interpreterebbe anche la critica come un'evoluta forma di tributo, ma non gli UACS. Gianmarco Mercati, andato su tutte le furie, si è attaccato al telefono per protestare con tutte le testate nazionali, e non avendo raccolto alcun consenso, ha determinato l'unica soluzione possibile: un duello all'arma bianca con il vituperato recensore. Le casalinghe in fila al panificio confermano: il medico di base di Lugagnano ha sfoderato il suo vecchio cilindro e si appresta a fare da supervisore, e palesa la sua neutralità per non far sospettare alcun favoritismo nei confronti del compaesano. Ridolfi Fabio, dal canto suo, contesta la scelta del suo stesso frontman: "Non è possibile sbandierare ideali di convivenza civile e di pace per poi regredire a queste forme di giustizia privata. Presto mi dedicherò a un progetto di percussionismo eco-solidale, sono anni che mi interesso alla world-music ma il rispetto per il progetto UACS mi ha sempre obbligato a comprimere le mie ambizioni. Ora però la misura è colma". Il Sindaco di Lugagnano, dal canto suo, vede di buon occhio il ristabilirsi di antiche tradizioni territoriali. Secondo alcune indiscrezioni, l'entusiasmo serpeggia negli ambienti municipali, la Croce Verde è stata già allertata per offrire soccorso ad eventuali spettatori che sveniranno alla visione del sangue. Un capannello Heineken verrà allestito, accanto al gazebo di bonghismo solidale sorretto dal Ridolfi, impegnato a raccogliere offerte per inviare drum machine ai bambini del Kazakisthan. (data: 26.11.09)
Franco Battiato, icona della musica mondiale e attento osservatore della tecnologia, pare abbia sbottato al termine di un suo concerto: "Basta, queste casse spia non mi soddisfano, verso migliori curve isofoniche". Ecco spiegata la sua recente affezione per un espediente d'ascolto praticato dagli audiofili ma sconosciuto ai più: le cuffie hi-fi.
Intercettato il musicista all'uscita di una lavanderia automatica di Via XX Settembre a Verona, abbiamo approfittato della sua cortese disponibilità per strappargli un'intervista addentando un kebap in compagnia. "Ormai la grandezza della cassa acustica non significa più niente. E non parlo del semplice distacco dal becero materialismo: anche gli antichi greci utilizzavano corni di bue cavi per ascoltare meglio la musica delle sfere".
Apprendiamo così che d'ora in poi l'autore calzerà ininterrottamente delle speciali cuffie in grado di rendere hi-fi non soltanto registrazioni su supporto, ma anche i veri propri rumori del mondo esterno. "Le calzo e mi sento già un'altra persona. È un vero peccato che le istituzioni di oggi permettano la vendita di ingombranti e brutali sistemi di home-theater".
Come dargli torto? Sul nostro scaffale lo spazio latita, e una soluzione "da indossare" farebbe gola a tutti. D'altro canto è la musica stessa a patire le altalenanti sorti del mercato. Quindi rivolgiamo un appello ai nostri lettori: in cuffia o fuori dalla cuffia, ascoltate sempre buona musica, e la vostra vita diventerà più isofonica. (data: 25.11.09)
Incredibile a dirsi come questa band scaligera sia riuscita a tracciare una strada di metallo fino al cuore delle istituzioni internazionali. Aneurysm, nome controverso forse preso a prestito da una traccia dei Nirvana, vantano il miglior doppiocassista del Triveneto, vincitore a più riprese del Gran Premio della Montagna grazie ad una sequenza di triplette a 2500 RPM. Una dinamo collegata al polpaccio del drummer Marco Piran ha illuminato Borgo Trento a giorno per tutta la serata, dando ai partecipanti della pesca di beneficienza "Pro Gatti Smarriti" motivo di festa e rasserenamento identitario felino.
Come al solito, però, è impossibile mettere tutti d'accordo: cavalcando fragorosi chopper, i biker del clan Trento's Angels hanno reclamato il diritto di poter centrare la quantità di gatti pattuita col Comune nell'ambito del progetto anti-randagismo locale. Un insolubile gioco di competenze sovrapposte sta trascinando la vexata quaestio ormai da anni, con motociclisti tatuati che adornano i sedili in cuoio dei propri bolidi con pellicce di gatti siamesi e cittadini scandalizzati che fanno bollire i telefoni della Polizia Municipale. Non si sa bene se Piran, avuta la notizia tramite un sms, abbia capito quello che stava succedendo, ma fermandosi per alcuni secondi ha spento l'illuminazione stradale con un conseguente maxi-tamponamento dei centauri anti-micio. Un domani sostenitori e avversatori dei nostri piccoli amici si ritroveranno faccia a faccia presso il Foro competente, ma per stasera il vostro Fufi può attraversare la strada indisturbato, anche grazie al metal. (data: 24.11.09)
Il batterista metal è in via d'estinzione.
Ogni anno sempre meno batteristi sanno produrre un tappeto di doppiacassa, e si dedicano a strane forme musicali concilianti come il blues, il rock vintage, o addirittura il pop, inseguendo vani sogni di gloria e di arricchimento.
Noi abbiamo scelto di fare qualcosa per contrastare questo fenomeno scellerato. Anche se la nostra voce non è forte, la faremo sentire a tutti i nostri amici. Unitevi a noi in questa nobile iniziativa.
Quel ragazzo con la maglietta dei Cannibal Corpse, i capelli troppo lunghi, che porta due bacchette infilate nel retro dei jeans, un domani potrebbe non esserci più.
Consegnatecelo subito, gli daremo un futuro dignitoso.
Segnalateci gli esemplari ancora disponibili a Verona. Gli forniremo l'habitat adeguato, la nutrizione corretta, lo circonderemo d'attenzioni, amore e sonore bestemmie.
Sorvoleremo sull'accuratezza del paradiddle. Gli microfoneremo la cassa o meglio ancora le casse. Se arriverà in ritardo, ci rideremo su, porgendogli germogli di bambù come snack.
Lo aiuteremo a scaricare il furgoncino prendendo i pezzi più grossi e la borsa delle aste per dargli amore e rendere meno doloroso quel che resta della sua esistenza.
per info o donazioni: eusebio@salvailbatteristametal.com (data: 24.11.09)
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